L’astro del Pio…

21 marzo – 19 aprile

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Il profilo generale dell’Ariete, a cura della prof.ssa Pillon

Come il Leone ed il Sagittario, l’Ariete è un segno di Fuoco. L’elemento “fuoco” corrisponde – sulla mappatura del nostro corpo – alla gabbia toracica, al petto, sede del cuore, del coraggio e della fierezza.

CARATTERISTICHE

Virtù: la sana spensieratezza

Qualità: la schiettezza

Dono: l’ascolto attivo

Peccato capitale: la superbia

Propensione a dissentire

Punto vulnerabile: il dissenso altrui

AUTO-DETERMINAZIONE

L’Ariete gode di un temperamento battagliero, fiero, affermativo e propositivo. Non è sistematicamente competitivo, ma – amando le sfide – partecipa volentieri a “gare di emulazioni”, finalizzate al riconoscimento di una superiorità. Non indietreggia di fronte agli ostacoli personali: sa essere padrone delle situazioni. Prende in mano la propria vita, la gestisce in prima persona, la manipola “artigianalmente” come “fautore del proprio Sé”. Ne è protagonista attivo.

LE REGOLE PRUDONO…

Non ama essere guidato; ama guidare. Sopporta difficilmente l’Autorità; il suo spirito critico (arguto e spesso brillante) prende le mosse inevitabilmente da una contestazione contro il potere istituito (genitori, scuola, chiesa, governo…), subendo dai detrattori l’accusa di volere unicamente desacralizzare il sistema, in quanto le sue critiche ne additano le contraddizioni e i controsensi, le doppiezze e i perbenismi. Giocoso provocatore, rischia, però, di debordare nella gratuita irriverenza.                                                    

Si adegua con fatica alle regole, alle norme dettate dall’alto; vi si adatta unicamente nel momento in cui può partecipare alla trattativa del diktat; altrimenti, tenderà a comportarsi da bastian contrario per mera disposizione d’animo. È allergico all’obbedienza, quindi; vive la disciplina – imposta da una volontà superiore – come una forma di sottomissione denigrante, come una umiliante ed insopportabile subordinazione. Ad una richiesta vagamente seccante, replica impulsivamente con un No! (urlato a pugni chiusi oppure, al contrario, mormorato tra sé e sé); solo dopo una autonoma riflessione, potrà accondiscendere alla richiesta, attraverso una negoziazione tra pari, alla fine della quale otterrà, senza sforzo, l’ultima parola. Perché difficilmente l’Ariete scende a compromessi, difficilmente si conforma alle tendenze dominanti.

FEDELE A SE STESSO

A causa di tali atteggiamenti, risulterà testardo, caparbio; eppure, nella propria lettura di Sé, per l’arietino, l’impettirsi contro una imposizione è espressione di una sana auto-affermazione, a tutela della nitidezza interiore; significa tenere fede alla propria natura. Non abbassarsi al volere altrui evita di ledere la propria purezza endemica. Talvolta è una cautela sproporzionata, ma, in tal modo, l’Ariete impedisce al mondo di annullarlo, di accantonarlo. 

Se non capito dall’ambiente circostante, l’Ariete si allontana, ma non prima di aver annunciato la propria partenza a squarciagola, in piedi, schiena retta, portamento dignitoso: quando uscirà di scena – per scelta personale – il mondo dovrà trattenere il fiato, il tempo dovrà sospendere il proprio scorrere fluido, per conferire alla dipartita arietina un tono solenne. 

ECCENTRICO

Non di rado preferisce l’isolamento elitario, prediligendo la peculiarità del singolo all’omologazione della massa, benché l’Ariete tragga un vero piacere nello stare in compagnia e nel coltivare solide amicizie. 

Ama il gruppo perché spesso vuole esserne il leader, vuole condurlo, assumerne il comando.

Pubblicamente, esige – inconsciamente o meno, direttamente o meno – che gli venga riconosciuta l’originalità (o la singolarità o, comunque, una certa visibilità). Quest’ultima sarà sinonimo di anticonformismo, di estrosità, di eccentricità non necessariamente esibita, anzi, talvolta, è vissuta intimamente, trovando fissa dimora in ogni cellula del corpo. Tale originalità è spesso accompagnata da un gusto estetico sopraffine, da un amore viscerale per il bello artistico, di norma, stravagante (ma non scomposto), ricercato (ma mai di cattivo gusto), attento al dettaglio, all’eccezionalità; intellettualmente, non sempre è inaccessibile, ma sicuramente lontano dai luoghi comuni. È un esteta, mai scontato né banale: lo stile è di un ermetismo leggero, velato, interpretabile da menti a lui affini, menti scelte nella rosa dei suoi simili. 

L’ARTE: IL BELLO SOFISTICATO

Culturalmente parlando, ama l’Arte; la ricerca intellettuale e il ragionamento astratto primeggiano: scrittura, pittura “pensata”, simbolista. L’originalità creativa è la sua sublime aspirazione.

Può essere classico, ma non retrogrado; se ama la tradizione, non è chiuso alla modernità, anzi: la tendenza a mettere in discussione tutto lo induce ad essere artefice del Nuovo. Da buon “bastian contrario”, ricercherà sempre l’alternativa all’ovvietà.  

« Plongez au fond du gouffre, Enfer ou Ciel, qu’importe ?
Au fond de l’Inconnu pour trouver du nouveau ! »

Le Voyage (“Les Fleurs du Mal”, Charles Baudelaire)

POSITIVITA’  

Talvolta, può apparire, ad occhi estranei, una persona superficiale, frivola, approssimativa; pochi (soprattutto se dominati dall’elemento fuoco, in primis: Sagittario e Leone) vedranno, invece, nel suo atteggiamento un’opportunità benefica: tradurranno il suo lato spensierato in una saggia capacità di sdrammatizzare, di ridimensionare la (presunta) gravità degli avvenimenti, contribuendo a rasserenare gli spiriti più afflitti dalla vita. Questi ultimi troveranno, infatti, nell’Ariete un supporto valido, un aiuto concreto, una mano tesa gratuitamente. Ha, in fondo, una personalità signorile, dotata di generosità e di bontà di cuore. 

FIDUCIA

La sua camminata è già distintiva, rivelatrice di un certo amore per il Sé: incede o marcia col petto in fuori e/o il busto eretto. Appare disinvolto di fronte all’esistenza, animato da una spavalda padronanza sugli accadimenti, come se nulla lo intaccasse realmente: lievemente distaccato, vagamente imperturbabile. Si tratta del suo (invidiabile) approccio armonioso al fluire delle Cose; nei reali momenti drammatici, sa mantenere sangue freddo, fiducioso nel proprio agire, consapevole di trovare una efficace risposta nella propria azione. Un’azione che può assumere nell’immediato un’espressione frenetica, vigorosa, soprattutto in giovane età; con la maturità, tale frenesia sfuma.

L’UNIVERSO UMANO

Come tutti i segni di fuoco, non ama essere catalogato, definito, capito; non ama neppure essere consigliato: sa cavarsela da solo. È lui ad elargire consigli. Ama farlo: presente e stimolante, accoglie l’Altro, sapendolo integrare-avvolgere-coccolare, con un atteggiamento che sa di genuina filantropia; infatti, è un segno sinceramente turbato dai disagi altrui e particolarmente scosso dalle ingiustizie, contro le quali si indigna fino a sconfinare nella “disobbedienza civile”: 

“ […] Et l’acte que j’accomplis ici n’est qu’un moyen révolutionnaire pour hâter l’explosion de la vérité et de la justice. Je n’ai qu’une passion, celle de la lumière, au nom de l’humanité qui a tant souffert et qui a droit au bonheur. Ma protestation enflammée n’est que le cri de mon âme. “   

“[…] E l’atto che qui compio non è che un modo rivoluzionario per accelerare l’esplosione della verità e della giustizia. Ho soltanto una passione, quella della luce, in nome dell’umanità, che ha tanto sofferto e che ha diritto alla felicità. La mia ardente protesta non è che il grido della mia anima.”

J’Accuse ! (Aurore, 1898)

Émile Zola (02.04.1840) 

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da “Émile Zola, Public domain, via Wikimedia Commons”https://commons.wikimedia.org/wiki/File:J%E2%80%99accuse.jpg

Pubblica denuncia da parte dello scrittore francese contro lo Stato  

connivente in un errore giudiziario 

(ai danni di Alfred Dreyfus).

NELLA VITA AMOROSA ED IN FAMIGLIA

Ama la vita di coppia, purché permangano due condizioni in seno alla relazione: libertà e stimolo, altrimenti rischia di perdere motivazione e costanza. Desidera vivere pienamente la vita, vuole mordere ogni frutto da lei offerto, in modo immediato, spontaneo e totalizzante. Motivo per il quale detesta una esistenza routiniera. Non è disposto, almeno non fino in fondo, a barattare i propri impulsi genuini con le esigenze delle convenzioni sociali, con le aspettative ordinarie: tale scambio (o meglio: “smercio”) avrebbe il sapore amaro di un “autogol”, aprendogli la nefasta porta dell’ipocrisia. 

Passionale, prende fuoco facilmente, ma non farà follie, benché conosca il senso della devozione (per una persona, per una passione, per un ideale). La sua vita è facilmente costellata di colpi di fulmine. Impulsivo, afferra l’oggetto di suo interesse; scansa bruscamente ciò che non ama, senza ripensamento alcuno. Il fascino dell’Ariete risiede nel suo carisma, nell’entusiasmo coinvolgente, nella conversazione intelligente e dinamica, nelle battute di spirito – argute, perspicaci e pronte.

Amichevole con i figli, non li pone su di un piano subalterno: li affianca, rispondendo a tutti i loro “Perché?”. Sa essere, nei loro confronti, confidenziale, prudente, attento al particolare, rispettoso delle loro fragilità. Manca, tuttavia, di una affettività fisica tenera e calorosa. Il “papà” Ariete può peccare di assenteismo; la “mamma” può risultare (apparentemente) altera.

L’ESPRESSIONE VERBALE

Nel proprio modo di esprimersi, non utilizza mezzi termini; all’Ariete calza a pennello il detto: Non avere peli sulla lingua. Magari, la tiene a freno per un po’, ma alla fine sbotta, graffia senza troppi convenevoli con parole dirette, asciutte, pulite, linde e taglienti. Pur amando la sintesi, i suoi interventi (nel luogo di lavoro, tra amici, in famiglia) non mancano di mordente né di abbellimenti verbali (fronzoli ricercati e faceti) dal chiaro sapore di confutazione. Quindi: parole dirette, franche, autentiche, ma non per questo scevre di banalità linguistiche.

Se non educato all’empatia, se non sensibilizzato all’emotività altrui, se privo di un’esperienza personale formativa all’altruismo, l’Ariete tenderà a predominare, ad imporsi fino ad optare per una comunicazione verbale aggressiva o quantomeno poco mediata. La diplomazia non è certo un suo motivo di vanto, anzi rischia di essere avventato nel formulare opinioni e giudizi. Senza, del resto, rendersene conto, senza volere ferire nessuno. Semplicemente esprime la propria indole franca, l’innata schiettezza arietina. L’astante, però, ne sarà urtato, leggendo tale comportamento come una mera mancanza di tatto. Un ariete diplomatico è una rarità, frutto eventualmente di uno studio lungo, consapevole, meticoloso, ragionato. 

GUIDA E MEDIATORE

Dotato di una logica deduttiva, è abile nel tirare le fila di un dibattito o di una trattativa, argomentando per macro-tematiche e giungendo ad una proficua sintesi della discussione. Infatti, non ama perdersi in ciance e mira dritto al bersaglio. È un atteggiamento mentale che l’Ariete amerebbe riscontrare anche nel suo prossimo, ragione per la quale assume volentieri il ruolo di mediatore, di pacificatore tra parti in diatriba così come ama vestire i panni di consigliere, di guida, di mentore, nella speranza di regalare la chiave di accesso per la semplificazione, l’intesa e la convergenza di vedute.    

LA SINGOLARITA’ DEL MITE

Tuttavia, esiste un Ariete decisamente molto meno appariscente, meno visibile, meno impetuoso, dai contorni comportamentali più sfumati e delicati. Ha un animo tenero, modi morbidi, atteggiamenti accondiscendenti. Particolarmente sensibile e vulnerabile agli attacchi esterni. In realtà, è ispirato dagli stessi impulsi dell’Ariete-verace: determinazione e combattività non vengono meno, ma l’Ariete-mite affronta la propria lotta giornaliera con l’armatura speciale di un “guerriero di pace” (ossimoro apparente). 

IN GENERALE

Punti di forza: determinazione, rapidità, audacia, franchezza, focosità, bramosia per l’indipendenza; perseveranza, zelo nel lavoro, negli impegni da libero professionista. Propositivo, spinto all’azione. Resiliente: dopo un’afflizione, si rimbocca le maniche per ripartire maggiormente rinvigorito.

Punti di debolezza: “spigolosità” delle azioni, delle parole; caparbietà, pigrizia (se non stimolato), impazienza (soprattutto se attorno a sé vige lentezza, indolenza).

Gli Arieti della prima decade (dal 21 al 31 marzo).

Negli Ariete di fine marzo, sia nella versione femminile sia nella versione maschile, l’indole sarà più intimista, delicata, nostalgica; pur mantenendo lo zoccolo duro del carattere arietino, i nati nel mese di marzo, possono apparire meno esuberanti, più simili alla “brace silente” che alla “fiamma divampante”. Un vulcano apparentemente inattivo: sempre ribelli, giaceranno nel sottobosco, per timidezza, per innata riservatezza, non per opportunismo. Più inclini a stati d’animo di vaga tristezza, di inquietudine e di amarezza.

« Et je m’en vais

Au vent mauvais

Qui m’emporte

Deçà, delà,

Pareil à la

Feuille morte ».

Chanson d’automne (Paul Verlaine)

NOTA FINALE

Feconda propensione alla poesia e alla recitazione per i Cuspidi Pesci-Ariete (indicativamente tra il 19 ed il 24 marzo): Alda Merini, Dario Fo, Franco Battiato, Nino Manfredi, Ugo Tognazzi, Fanny Ardant, Quentin Tarantino.  

20 aprile – 20 maggio

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Il profilo generale del Toro, a cura della prof.ssa Pillon

Come il Capricorno e la Vergine, il Toro è un segno di Terra. L’elemento “terra” corrisponde – sulla mappatura del nostro corpo – agli arti inferiori: gambe e piedi sono il simbolo dell’attaccamento alla terra (ad un luogo di appartenenza) e l’emblema di ciò che è stabile, perenne, duraturo.

CARATTERISTICHE

Virtù: la lealtà   

Qualità: la versatilità 

Dono: la sincerità 

Debolezza: la vanità 

Propensione al padroneggiare 

Bellezza innata: la rettitudine 

1. L’UOMO TORO

FIDATO

L’uomo Toro è una persona concreta, propositiva e realista. 

Ama sapersi coerente. 

Fonda e controlla un proprio ordine di idee, sul quale basare la propria filosofia di vita, la propria struttura mentale, la ragionevolezza del proprio agire. Tale urgenza ideologica scaturisce da un latente bisogno di sicurezza, nasce da un ancestrale timore verso l’ignoto, verso il vuoto, proviene dal sentimento di smarrimento provocato dall’insensatezza dell’esistere umano. 

Le sue certezze affondano le radici nella dimensione dei capisaldi primordiali: la famiglia, le tradizioni storiche, la terra natale, i ricordi d’infanzia

Egli stesso è fautore di relazioni sociali solide, di legami duraturi, di vincoli indissolubili sia nel privato sia nella vita professionale. È leale, affidabile, le sue parole sono sigilli di garanzia, espressione della propria integrità morale ed onestà intellettuale. Sa rivelarsi un amico forte, dalle spalle larghe, prontamente presente, sempre disponibile ad offrire il proprio aiuto.

Ha il senso del dovere, della responsabilità, della parola data; se, per causa di forza maggiore, viene meno ai propri impegni, se non ottempera – suo malgrado – ai propri compiti, se ne angoscerà profondamente, infliggendosi una punizione emotiva, perché artefice di una defezione, di promesse fallaci, quindi (convinto di essere) inetto nel dimostrarsi all’altezza delle proprie e delle altrui aspettative. Tuttavia, trattandosi comunque di un segno forte e fiero, non si denigrerà pienamente.

UN PENSATORE

È un segno rassicurante: sa rincuorare, incoraggiare, consolare, benché interiormente conservi un enorme punto interrogativo (talvolta destabilizzante), accuratamente celato agli occhi altrui (non per falsità ma per autentico pudore). Tale quesito orbita attorno al mistero della vita, è relativo alle grandi domande universali, in primis al “disordine” cosmico, al quale egli darà una risposta sì razionale e sensata (per gratificare la propria intelligenza), ma (inevitabilmente) priva di un carattere esauriente soprattutto per un tenace pensatore quale egli è (particolarmente abile nell’individuare le ambigue increspature delle ideologie). Tale insoddisfazione filosofica può renderlo vagamente nostalgico e lo induce a ricercare un luogo ameno dove rifugiarsi, dove riposare l’animo e rigenerare lo spirito: può trattarsi di un luogo fisico (una baita, nella quale isolarsi brevemente prima di rientrare nella società), di un luogo psicologico-emotivo (un ricordo evocatore, l’arte, la scrittura, il canto…) oppure di un luogo sacro (la fede in un dio o in un essere umano). L’enigma esistenziale, dipanato argutamente dal Toro nell’animo altrui, permarrà, invece, fisso nel proprio intimo. 

IMPOSITIVO

È un segno in grado di trovare una soluzione ad ogni problema, mantenendo un atteggiamento pacato, signorile, con un senso sottile dell’ironia. In alcuni casi, però, tale segno può – per paura dell’incerto – arrivare ad imporre categoricamente la propria personale visione del mondo, diventando severo, inflessibile e perfino autoritario: scandirà sonoramente i propri dettami affinché essi vibrino lungo il canale uditivo degli astanti, come a volervi seminare delle certezze. Le proprie. 

Allora perderà la proverbiale eleganza taurina, lasciandosi soggiogare da scatti d’ira veementi, seppur repentini.

IL MATTATORE

Di norma, egli è giocoso e apparentemente spensierato. “Apparentemente”, perché egli – in realtà – ha una mente stracolma di assilli, di fastidi, di tarli non sempre relativi alla propria persona: la sua propensione all’aiuto lo coinvolge profondamente nei problemi altrui. 

L’animo giocoso può manifestarsi sotto i riflettori di un palco (a teatro), su di una spiaggia (come animatore di villaggi turistici): è un sano, spassoso, travolgente giullare di corte.   

LIMPIDO

Come tutti i segni di terra, il Toro è un “libro aperto”; è facile coglierne i pensieri, le opinioni, i gusti anche da un semplice suo sguardo, da una sua smorfia, da un lieve suo gesto, dato che la trasparenza, l’atteggiamento diretto, le parole sincere sono un suo innato modo di essere, un modus operandi taurino. Una qualità apprezzata e riconosciutagli dal suo entourage. 

Per Vivere, il mondo esterno ed il mondo interno devono il più possibile coincidere, si devono corrispondere in nome di una sana franchezza e di una palese coesione; la visione cristallina, coerente e lineare delle Cose, infatti, lo rinforza, lo appaga. Detesta la doppiezza, l’ipocrisia, lo sparlarsi alle spalle.

INFINE, EGLI È…

È una buona forchetta, è un buongustaio, apprezza il benessere materiale.

È attratto dall’universo femminile, a lui complementare; la compagna ideale ricopre (inconsciamente) il ruolo materno. 

È particolarmente attento al proprio aspetto fisico: profumo gradevole, pettinatura modellata, curati accostamenti cromatici, accessori ben assortiti non sono dettagli casuali; che sia classica o informale, la sua eleganza è rivelazione di garbo e di stile personalizzato.

2. LA DONNA TORO

TRASPARENZA

Nella donna, riscontriamo lo stesso carattere di fondo dell’uomo Toro: trasparenza e veridicità delle parole; di fronte ad una verità imbarazzante o ad una pubblica situazione di disagio, lei frenerà per delicatezza il proprio pensiero, ma mai lo altererà con discorsi fasulli, non aderenti alla propria opinione: meglio il silenzio all’insincerità; lei non rinnega la propria identità: nessuna buona causa può giustificare la menzogna.

PERFEZIONISMO E DISISTIMA

In lei, spiccano due fenomeni psicologico-emotivi: un lato “auto-punitivo” e un complesso di inferiorità (più o meno latente). Si autoinfligge il confronto tra se stessa ed un modello immaginario di donna “perfetta” – al limite della divinizzazione – forgiato dalla propria personale idealizzazione della figura femminile. Aspira a tale modello sublimato per non venire mai meno all’individuale processo di perfezionismo che si autoimpone. Un’intima competizione già persa in partenza (visti i chimerici presupposti): l’insuccesso la penalizzerà e verrà vissuto con frustrazione. Purtroppo, tale (immotivata) disistima non le consente di rendere giustizia alle proprie indubbie capacità. 

COMPAGNA, MADRE, AMICA

La donna Toro regala gentilezza, un sorriso gratuito, il gesto cortese. Nella coppia, è fedele; desidera mantenere armonia in famiglia; è madre amorevole, affettuosa; sempre solerte nell’offrire un supporto, nell’accudire. L’accudimento è un’attitudine radicata, una cifra stilistica del segno. Infatti, non di rado, la donna Toro vede nella maternità un’istintiva forma di realizzazione del Sé: vive il “figlio” come un prolungamento naturale del proprio corpo.

In amicizia, manifesta il medesimo comportamento benevolo: altruismo, solidarietà, ascolto, affetto sincero; tuttavia, se spinge un po’ oltre il proprio perentorio giudizio, precipita nel moralismo e nel rigore, emettendo sentenze irrevocabili (ma, paradossalmente, senza alcun intento accusatorio). Ad esempio: se una donna taurina dovesse chiedersi per quale ragione una cara amica, inspiegabilmente, da qualche tempo, non si fa più sentire, beh, avrebbe trovato un chiarimento… tre righe fa. 

MADRE-FIGLIA

Il suo agire tende ad assumere un carattere matriarcale: non difficilmente la madre Toro instaura un rapporto idilliaco e soddisfacente con il figlio maschio; al contrario, con la figlia femmina, possono nascere degli attriti-scontri-confronti. Con il primo, la madre Toro persegue il raggiungimento di un equilibrio, di uno stato dinamico di bilanciamento tra energia maschile e femminile; con la figlia, invece, entra in gioco un fattore di rivalità inconscia, in quanto la ragazza adolescente cercherà di inventarsi – in modo autonomo – un originale modo di essere donna, scisso dal modello imposto amorevolmente dalla madre. “Amorevolmente”, perché quel modello è il risultato di una lunga elaborazione del proprio femminile, di una lunga riflessione su di sé come donna e come persona, a tal punto da ritenerlo esemplare, universalmente valido e dagli autentici contorni di un vero archetipo; motivo per il quale lei vorrebbe farne dono alla figlia, al fine di risparmiarle fatiche e sofferenze, come a volerle svelare un intimo segreto, nell’atto di concederle un prezioso lascito. 

Elaborare un “prototipo” di donna cui ambire significa, per la donna Toro, assegnare una forma al vago, un contorno all’indefinito, una stabilità all’aleatorio. 

IL FEMMINILE

Come tutti i segni di terra, lei gode di una femminilità raffinata, curata; è di una eleganza spontanea, di una sensualità mai forzata, mai volgare, mai sopra le righe, di una bellezza naturale e genuina (non eccessiva né appariscente).

Essendo una donna tendenzialmente gelosa, perché poco sicura di sé, rischia di scoprirsi particolarmente possessiva: quando “qualcosa” le appartiene, nessuno deve osare sfiorarlo; lei lo custodirà in modo totalizzante, affilando gli artigli e lottando grintosamente.

Anche se modesta nei modi, riservata, talora schiva, una parte di sé ama sentirsi protagonista della situazione, “la principessa del castello”: essere al centro della scena le assicura visibilità, la rassicura, abbassa il timore di non valere, di non esserci, di non corrispondere agli ideali prestabiliti, le conferma di esistere realmente. Lei nasce nell’occhio dell’Altro.

3. DONNA E UOMO

PROFESSIONI

Anche se di indole pigra (soprattutto nel maschile), i segni taurini si prefiggono sempre degli obiettivi consistenti, tangibili e di una certa qualità. 

Temendo i cambiamenti, avanzano però con prudenza.

Grazie all’atteggiamento da indagatore e da curioso ricercatore, la vita professionale si orienterà verso mestieri rivolti a decodificare, a svelare un mistero, ad interpretare, a leggere l’invisibile, a nominare il non-detto, a muoversi nei meandri della speculazione del pensiero, a carpire i meccanismi sottostanti ad un sistema: (molto spesso) scelgono professioni nell’ambito della psicologia, della matematica-fisica, della filosofia. Professioni finalizzate a “riordinare il mondo” in modo coerente, per palesare il Perché delle Cose, optando per un Senso, come àncora di salvezza intellettuale. L’astrazione al servizio di un Bene concreto, un’astrazione fruibile per formulare spiegazioni, teorie, risoluzioni.

IL SENSO DEL CONFINE

Ama il contraddittorio, meno come punto di scambio-confronto tra gli opposti, quanto piuttosto come pulpito dal quale dispensare – alla parte avversa – le proprie convinzioni, formalmente inconfutabili a priori (essendo il frutto di oneste analisi, vagliate da cultura e buonsenso). Il Toro elargisce saggezza, agisce con discernimento, concede pubblicamente un sapere dal sapore vagamente assoluto. In altri termini: una volta incanalate, inglobate le proprie intense riflessioni in una ideologia, quest’ultima deve andare bene a tutti.

Da un punto di vista materiale, ha il senso della proprietà: dà – con slancio altruistico – solo a chi ritiene meritevole del dono offerto, altrimenti godrà dei propri beni con un velato sentimento di cupidigia.

SEMPRE ALL’ERTA

Amando scherzare, apprezzando le battute di spirito, sanno essere lievemente autoironici; l’autocritica, invece, è più sommaria, più approssimativa, meno analitica, meno labirintica: i segni del Toro si analizzano sì, ma quasi esclusivamente quando vengono indotti a giustificarsi, mai per una mera speculazione su di sé, troppo timorosi di scontrarsi con un Io non all’altezza, non sufficientemente in gamba, non adeguatamente a misura degli obiettivi prefissatisi. 

Per essere in grado di affrontare un’autocritica funzionale – e coraggiosa di fronte alle proprie vulnerabilità – il Toro dovrebbe superare il senso di indegnità che (ingiustamente) incorpora nella propria percezione di sé. 

Tale fragilità conduce gli appartenenti a questo segno ad essere costantemente vigili nel prevenire gli attacchi, le minacce, le critiche altrui, subendo così due nocive conseguenze per l’amor proprio:

  • il sentirsi abitualmente additati, accusati e in difetto (ecco perché vengono spesso definiti “vittimisti che rimuginano di continuo”);  
  • l’avvertire inutilmente la necessità di discolparsi (ecco perché vengono spesso definiti “permalosi che prendono tutto troppo sul serio”).

UN “TORO”, UNA GARANZIA

La bellezza inequivocabile del Toro consiste nel sapere vivere in conformità con i propri ideali.

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(“La Liberté guidant le peuple”, 1830 – Eugène Delacroix

Eugène Delacroix, Public domain, via Wikimedia Commons, https://commons.wikimedia.org/wiki/File:Eug%C3%A8ne_Delacroix_-_La_libert%C3%A9_guidant_le_peuple.jpg

21 maggio – 20 giugno

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21 giugno – 22 luglio

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23 luglio – 23 agosto

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24 agosto – 22 settembre

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23 settembre – 22 ottobre

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23 ottobre – 21 novembre

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22 novembre – 21 dicembre

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Il profilo generale del Sagittario, a cura della prof.ssa Pillon

Come l’Ariete ed il Leone, il Sagittario è un segno di Fuoco.

L’elemento “fuoco” corrisponde – sulla mappatura del nostro corpo – alla gabbia toracica, al petto, sede del cuore, del coraggio e della fierezza. 

CARATTERI DI BASE

  1. Propensione : tendere al comando.
  2. Virtù: onestà.
  3. Vulnerabilità: permalosità.
  4. Dono: saggezza.
  5. Il suo peggior nemico: se stesso.

Non necessariamente timido, l’uomo Sagittario è un introverso, orientato verso il proprio mondo interiore; ama, tuttavia, socializzare, sentirsi partecipe della vita altrui, rispettandone intimità e vita privata.  

E’ un decisionista dall’atteggiamento affermativo, propositivo, impulsivo; impaziente, energico, orgoglioso, si abitua nel tempo a rendersi auto-sufficiente, imbarazzato nel chiedere apertamente aiuto. Libero contestatore, non ama sottostare ad un capo: è allergico alle imposizionI giunte dall’alto. 

Prima di dire “Mamma”, il bimbo Sagittario impara facilmente a pronunciare il suono “No!”.

Carattere indipendente, tende a “sganciarsi dal gruppo”, a costruire una propria dimensione di esistenza solitaria, benché in pubblico si dimostri sempre affabile e disponibile. 

Difficile conoscere a fondo i sentimenti segreti nonché i pensieri più reconditi del Sagittario. 

Incline alla giovialità e alle innocue burle, il Sagittario si lascia sfuggire, non di rado, battute infelici, mosso da un eccesso di trasparenza, venendo così a mancare del proprio proverbiale tatto nei confronti dell’altrui sensibilità.  

Mente lucida, si affida ad un rigoroso metodo di valutazione del mondo, di norma, di stampo logico-razionalistico. Tale struttura mentale lo induce, istintivamente, alla critica – sottile oppure pungente – alla polemica intelligente, fino alla sfrontata ribellione. Ad esempio, l’eventuale lettore Sagittario, imbattutosi in queste poche righe, ricercherà, in prima istanza, le inesattezze relative al proprio profilo astrologico.

La parola-chiave del Segno è: dignità. 

Parola magistralmente racchiusa nei versi

di un Sagittario dissidente comeJim Morrison:

If you must live all your life crawling like a worm,

raise up and die!“

(“Se per vivere devi strisciare, alzati e muori.”).

Le stesse caratteristiche si riscontrano anche nella donna Sagittario, benché modulate dalla psicologia femminile.

In lei, appare più palese la naturale inclinazione del Sagittario per l’accoglienza, proiettata verso ogni sfumatura del quotidiano: persone, animali, oggetti, idee. 

Predisposta alla socievolezza, la donna Sagittario interagisce con chiunque in modo garbato e gentile; abile nel cogliere perspicacemente le fragilità dell’Altro, adotterà modi e comportamenti adeguati a rispettarle, senza sottrarsi all’arduo compito di prendersene premurosamente cura. 

Per pudica eleganza interiore, la donna Sagittario – sempre piacevole e dallo stile personale – evita volutamente abiti appariscenti o provocanti. 

L’affettività nei confronti dell’Altro verrà ammorbidita da gesti composti, riservati, educati: raro venire travolti da sue impetuose esternazioni sentimentali, ma sarà capace di trasmetterle con delicato calore umano.

Ecco alcuni versi di Emily Dickinson, espressione della raffinatezza confidenziale della donna Sagittario, maggiormente attratta da una lettura empirica del mondo (rispetto alla “versione” maschile di questo segno):

“Come se chiedessi una comune Elemosina,

E nella mia mano stupita

Uno Sconosciuto comprimesse un Regno,

Ed io, sconcertata, restassi –

Come se chiedessi all’Oriente

Se avesse un Mattino per me –

E lui sollevasse le sue Dighe purpuree,

E Mi ubriacasse d’Aurora!”

Due consigli per il bene del Sagittario: non siate troppo severi con voi stessi;  prudenza con le battute di spirito.

Zelante e solitario.  

Dipinto: Il seminatore”, Van Gogh

Il seminatore”, Van Gogh, 1888
Fonte: https://www.arteworld.it/

22 dicembre – 19 gennaio

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Il profilo generale del Capricorno, a cura della prof.ssa Pillon

Come la Vergine e il Toro, il Capricorno è un segno di Terra.

L’elemento “terra” corrisponde – sulla mappatura del nostro corpo – agli arti inferiori: gambe e piedi sono il simbolo di ancoraggio, di solidità, di congiungimento ad una base di appoggio. 

CARATTERISTICHE

  1. Virtù: genuinità, trasparenza
  2. Qualità: tenacia
  3. Dono: concretezza, praticità
  4. Propensione alla solitudine, alla riservatezza
  5. Vulnerabilità:  le emozioni
  6. Situazione di disagio: la propria nudità sentimentale

La donna Capricorno è dotata di fermezza e di decisionalità, sia in ambito lavorativo sia nel nucleo familiare; non perde mai di vista l’obiettivo prefissato, al quale attribuisce spesso un valore ideologico. Come tutti i segni di terra, il senso di concretezza ed il pragmatismo guidano il suo operare quotidiano, nel quale la donna Capricorno concentra le proprie forze fisiche e la propria energia mentale, identificando i disparati successi giornalieri con i nobili scopi a lei cari. 

Sobrietà

Segno legato alla Terra, ama la semplicità nell’apparire, i profumi leggeri, le delicate cure del corpo (tramite prodotti preferibilmente naturali), i colori tenui, mai accesi ed abbinati tra loro con un gusto quasi pudico. Pur morigerata nei toni, sobria nel vestirsi, equilibrata nell’esprimersi, la donna Capricorno in circostanze emotivamente surriscaldate può diventare preda di una fulminea escandescenza, dalla quale fuoriescono recriminazioni datate, rammarichi repressi, accettazioni subite. La maturità del Capricorno, tuttavia, trasforma tale passeggera ed irrefrenabile liberazione in un atto di “pulizia interiore”, grazie alla quale riprendere il proprio corso di vita con la stessa tenacia di sempre ed una rinnovata serenità. 

Intelletto

La donna Capricorno è dotata di una intelligenza profonda che le consente di seguire un cammino mentale serio, dinamico ma aggrovigliato e labirintico quando tenta di slacciare i nodi intricati degli avvenimenti del mondo. Nel suo panorama filosofico, ogni elemento dell’Universo deve godere di un Senso, altrimenti saranno le proprie convinzioni a soppesare le tessere che compongono il mondo. 

La cultura rappresenta un caposaldo nella sua evoluzione umana e lavorativa: la consapevolezza, per lei, prende forma e si espande prevalentemente nella conoscenza. Lo studio e la ricerca sono linfa vitale per l’intelligenza della donna Capricorno, avida di dati, di informazioni, di nozioni; in questi termini, spesso, sceglie un mestiere legato all’istruzione, alla divulgazione del Sapere.

Sentimento

Tale spessore intellettuale si fa più esile nella dimensione intima. Non che le siano sconosciute le sfumature del cuore, tutt’altro; tuttavia, le teme. Timorosa di smarrire il proprio proverbiale aplomb, nonché la compostezza ed il rigore morale, innalza tra sé e l’universo emozionale una gentile barriera. Invalicabile, per non precipitare.   

La delicatezza emotiva – benché celata – la porta saltuariamente a sciogliere fragilità e sconforto in “lacrime di rivelazione”, senza mai dilagare nella disperazione né nel pianto incontrollato (sinonimo di debolezza per tutti i segni di Terra). Tutto tornerà, rapidamente, all’interno delle paratie di contenimento. Il sorriso pacato metterà a tacere le vulnerabilità.

Amore e famiglia

Madre responsabile, attenta e premurosa, rischia tuttavia di apparire rigida e distaccata nell’educare i figli, parca com’è di tenerezze e coccole. La sua consuetudine affettiva, infatti, non contempla l’abbondanza di baci e di abbracci, forieri di smancerie, insincerità o ricercatezza vezzosa. Eppure, il sentimento d’amore filiale è infinito. 

La Famiglia è il centro del suo universo -perché è legata alle tradizioni, alle proprie origini, alle memorie familiari – e ne custodisce l’unità con sano spirito matriarcale. 

In Amore, è seria, fedele, più incline al romanticismo che all’impulsivo abbandono ai sensi: alla passione travolgente antepone saggezza ed equilibrio, considerando le “follie d’amore” un indecoroso svilimento del nobile sentire. 

La scelta dell’Uomo ideale – con il quale instaurare un legame duraturo – ricadrà su una persona assennata, leale e dai saldi princìpi etici, presupposti imprescindibili per una vita di coppia armoniosa ed intensa.

Una paladina   

Da verace segno di terra, la donna Capricorno disdegna le maschere, le ipocrisie, i falsi sorrisi: incapace di camuffare la propria verità, lascia – spesso involontariamente – trasparire sul volto opinioni, sentimenti, sensazioni; è il classico “libro aperto”: perfino nel mutismo impassibile, i suoi tratti somatici tradiranno i pensieri più profondi, trasformandosi in segni Braille decifrabili anche da un lettore distratto. 

Senso di responsabilità ed impegno – umano e sociale – sono i suoi imperativi morali. 

Pur non amando né i riflettori su di sé – né la pubblica visibilità – accetta ruoli di comando e posizioni autorevoli, che le permettono di portare avanti le proprie mansioni con zelo, perseveranza e, preferibilmente, senza dovere chiedere aiuto.

Lei, nutrita di aspirazioni e di giustizia, in contrasto con una innata visione disillusa del mondo, veste facilmente i panni di una guerriera pacifica, nell’obiettivo di offrire, a chi le sta accanto, un ambiente pulito, onesto e sano.

Il suo ergersi contro le ingiustizie è sì misurato, ma al contempo efficace, irruente e, in particolare modo, arguto nel saper cogliere l’essenza dell’inganno, nel fiutare gli anfratti della disonestà. 

E’ una battagliera composta, se non addirittura, in casi estremi, una tranquilla sovversiva. 

Simone de Beauvoir
Fonte:https://www.psicolinea.it/simone-de-beauvoir/

Simone de Beauvoir (09 gennaio 1908-1986), nella sua austera eleganza, irriverente, pronta a rialzarsi in piedi dopo ogni caduta come il gigante Anteo, lei, battagliera per le donne, sosteneva: 

“Dans toutes les larmes s’attarde un espoir.”

(in ogni lacrima indugia una speranza).

Stesso temperamento e medesime caratteristiche si ritrovano nel Capricorno uomo:

essenzialità nei modi, tenacia nel perseguire i propri obiettivi, legame affettivo verso la propria terra, la propria famiglia, le proprie origini. 

Cerebrale

S’indigna verso le ingiustizie, alle quali fa fronte con determinazione, mettendo a disposizione della giusta causa intelligenza pratica e oratoria convincente. Legge, studia, si informa. 

Dinamismo e rigore

Del Capricorno uomo, piacciono le freddure, la verve, il dinamismo, la spigliatezza verbale

Ricco d’immaginazione e desideroso di novità, non annoia mai chi gli sta accanto. 

Talvolta, però, è accusato di eccedere nella fermezza delle proprie posizioni, apparendo ideologicamente immobile e sistematicamente controcorrente. Lui, pur rispettando e valutando onestamente le obiezioni del proprio interlocutore-astante-oppositore, difficilmente ammorbidirà la propria inflessibilità e raramente smusserà i contorni più affilati dei suoi pensieri. 

L’indole trasparente ed immediata lo induce ad esprimersi, a volte, in modo schiettamente diretto ed il suo disquisire è scevro di fronzoli.

Impenetrabile 

Sa essere gioviale, di buon umore anche quando nasconde i propri fantasmi interiori. Se il proprio disorientamento esistenziale cresce, però, possono scatenarsi atteggiamenti aggressivi. 

Nei casi estremi, i taciuti turbamenti interiori incrineranno il delicato equilibrio apparente. 

Consiglio per chi frequenta un Capricorno: se guarderete oltre la corazza esteriore, troverete nel fondo uno scintillio dorato. 

Il Capricorno: un libero pensatore

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Henri Matisse (31 dicembre 1869-1954), Autoritratto, 1918
Fonte:https://it.artsdot.com

20 gennaio – 19 febbraio

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Il profilo generale del Sagittario, a cura della prof.ssa Pillon

Come il Gemelli e la Bilancia, l’Acquario è un segno d’Aria.

L’elemento “aria” corrisponde – sulla mappatura del nostro corpo – alla testa, la culla dei pensieri. 

CARATTERISTICHE

  1. Virtù: liberalità e indipendenza
  2. Qualità: socievolezza e comunicabilità
  3. Dono: empatia
  4. Propensione alla chiacchiera  
  5. Vulnerabilità: gli affetti
  6. Il suo più grande timore: l’esclusione sociale

1 – L’ uomo Acquario è uno spirito libero: ama viaggiare, avventurarsi in esperienze ignote, imboccare inesplorate vie verso un orizzonte sconosciuto per inebriarsi del Nuovo o per sfuggire ad un disilluso Vissuto. 

Eterno adolescente, negli anni, conserverà dell’animo giovanile lo sguardo semi-ingenuo, il cuore nutrito di attese, l’aria ironica e distaccata conferita dalla leggerezza di un pensiero scanzonato. 

Amante della buona compagnia, non si sottrae mai alla convivialità, al benessere del “vivere insieme”: disinvolto tra gli sconosciuti e a proprio agio con gli amici, egli avvicinerà a sé chiunque sfiori, volutamente o inavvertitamente, il suo spazio vitale; lo farà con la forza di attrazione di una calamita, dispensando lusinghe signorili, seducendo i cultori del disquisire perspicace, rallegrando l’atmosfera del “pubblico”. E’ un mattatore, uno spassoso giocherellone, è il protagonista, è un fenomeno al centro della scena, capace – malgrado ciò – di concedere altrettanta visibilità e di prestare altrettanta attenzione al collega, all’amico, al vicino di casa. Oscillando tra altruismo ed egoismo, tale atteggiamento socievole ed estroverso svela una viva inclinazione verso il prossimo, ma cela, al contempo, amara avversione verso se stesso, un’avversione pungente (se non addirittura insostenibile) nelle ore solitarie; le chiacchiere altrui, invece, soverchiano gli acuti della voce interiore.

L’Altro.

Gentile col prossimo, generoso con chiunque, apre la porta della propria dimora allo straniero, presta il sale o il tosaerba al vicino di casa, offre la cena al ristorante alla compagnia di turno. Senza garanzia di un ritorno. Né materiale né di gratitudine.

I soldi.

La relazione controversa col denaro rispecchia la complessità di tale segno: egli lo ricerca per godere della bella vita, ma lo snobba come svilente cappio al collo; ambisce a cariche ben remunerate, ma è inetto nel gestire il guadagno sul piano finanziario; vorrebbe investirlo, ma lo sperpera in piccolezza quotidiane.

2 – Nella Donna Acquario vige lo stesso spirito ricco di ilarità: sguardo ridente, sorriso avvincente, presenza dichiarata, affettività generosa. Nell’esprimersi, concede movenze meno appariscenti rispetto alla versione maschile di tale segno, malgrado ciò si mostra animata dalla medesima carica vitale, talvolta, con una punta di vaga (e paradossalmente contenuta) ostentazione. A differenza dell’uomo Acquario, lei è più pudica nello svelarsi, ma non meno desiderosa di affermarsi, di auto-dichiararsi, di uscire dalla penombra, di puntare il piede in avanti per tracciare la propria “zona d’azione”, verso la quale tutti gli sguardi saranno richiamati a volgersi.   

La bimba interiore.

Se nell’uomo prevale l’adolescente di un tempo, la donna Acquario racchiude in sé la bambina interiore, un fantasioso Peter Pan al femminile da sorvegliare senza eccessivo rigore. Del resto, questo rappresenta il suo personale Pigmalione, la fonte del suo travolgente magnetismo: ama cantare, esibirsi, “esserci”; lei sa essere avvolgente, incantevole, perfino ammaliante come ne sono capaci i bambini, senza trascendere nel grossolano o nella duplicità degli intenti: pura spontaneità, schietta franchezza. Nelle donne più intimiste, tale esibizione è meno sfacciata, più trattenuta e ricondotta a espressioni più elementari.

Lei e gli altri.

Talvolta, l’entusiasmo radicato della donna Acquario rischia di generare fraintendimenti, malintesi e sospetti per orecchie maliziose e per occhi inclementi. Infatti, nel tentativo di coinvolgere chi le sta accanto – che si tratti dell’entourage familiare, della cerchia di amici o dei colleghi di lavoro – e al fine di riappacificare tutti o, più semplicemente, di giungere ad accordi comuni, la donna Acquario è disposta a modificare espressioni, atteggiamenti, parole in relazione alla qualifica del proprio astante; purtroppo per lei, il camaleontismo tinto di buone intenzioni sarà letto come incoerenza, doppiezza, mancanza di trasparenza, mutamento insincero e lei, da bimba ferita, prima di rituffarsi nuovamente nella mischia del mondo, trascorrerà lievi periodi di inerzia, solitaria e muta, in un angolo remoto, chiudendo le finestre delle propria stanze interiori, allo scopo di rinfrancarsi dal proprio stato di avvilimento. Uno scoraggiamento tanto più straziante in quanto vissuto in un animo dalla spiccata finezza intellettuale, in grado di condurla in sottili meandri della psiche. 

Virginia Woolf, foto di George Charles Beresford, 1902. Fonte: Wikipedia

La vita è un sogno dal quale ci si sveglia morendo” (V. Woolf)

Il sociale.

Tale raffinatezza del pensiero le consente di confortare le pene altrui, di rincuorare gli animi afflitti, di proteggere – fino a tutelare – i più fragili. E’ pronta ad accogliere, predisposta all’ascolto, solerte nel rispondere ad una chiamata d’aiuto.

Empatia, senso di giustizia e spirito di uguaglianza galvanizzano il suo impegno sociale, il suo rendersi istintivamente al servizio degli altri: non è solo un imperativo morale, ma una missione personale. 

Il suo interesse filantropico nonché l’inclinazione verso la riflessione filosofica rendono la donna Acquario una persona particolarmente saggia.

3 – In entrambi – sia nell’Uomo sia nella Donna – il senso di appartenenza permane un valore autentico. Percepiscono il proprio “io”, in prima istanza, come singolo individuo all’interno di una collettività, nella quale desiderano individuare una personale posizione legittima. Idealisti, sognano un sistema–società con sembianze di integrità ideale.   

Bramosi di essere accettati, di piacere a tutti i costi, gli Acquario si abbandonano ad una giovialità briosa, finalizzata unicamente alla conquista; ma, di tale giovialità, senza rendersene conto, perdono spesso il controllo, premendo gagliardamente sull’acceleratore di un umorismo puerile e ottenendo, di conseguenza, l’effetto contrario: una risatina di troppo o una battutina intempestiva scuoteranno brutalmente, in un istante, la vulnerabilità altrui. 

Nel gruppo (collaboratori, amici, famiglia, conoscenti), specie in ambito lavorativo, sono sempre presenti, mantengono il sorriso, formulano opinioni abbellite da soppesata diplomazia, da modi adeguati alle circostanze. Assumono un atteggiamento sinceramente umile nel momento in cui è stato unanimemente riconosciuto ed accertato il loro valore.  

Contestualmente, non fuggono dagli impegni gravosi, benché questi ultimi possano essere vissuti al limite delle proprie forze: quando pretendono troppo da se stessi, mollano. 

Nella speranza di non risultare iniqui, inopportuni o arrivisti, nel voler mostrarsi ligi alle norme, nel desiderio di non far torto a nessuno, rischiano di incamminarsi (alternativamente) verso due strade cieche: o esauriscono le proprie energie fisiche e/o mentali oppure rinunciano a cariche troppo onerose per la propria vita (“accontentandosi” di un ruolo secondario).

Preferisce…

– capire che essere capito/a; 

– invitare che venire accolto/a; 

– sorprendere che essere sorpreso/a;

– aiutare piuttosto che mostrarsi fragile;

– isolarsi piuttosto che conformarsi alla massa;

– offrire un dono ricercato piuttosto che profondersi in elogi e complimenti;

– vivere il presente piuttosto che rispondere agli stuzzicanti richiami del passato, verso il quale nutrirà rammarichi e nostalgia, ma difficilmente rimorsi o sensi di colpa.

Un/a maestro/a

La riflessività e la saggezza dell’Acquario lo inducono istintivamente a vestire un ruolo rilevante in seno ad un comunità: la carica di guida – spesso di matrice spirituale – più confacente al maschile; la veste di timoniere – in ambito privato – più frequente nell’universo femminile.

Dipinto: Édouard Manet, “Sur la plage” (Sulla spiaggia), 1873.

© Musée d’Orsay, dist. RMN-Grand Palais / Patrice Schmidt
Fonte: www.musee-orsay.fr

20 febbraio – 20 marzo

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Come il Cancro e lo Scorpione, i Pesci sono un segno d’Acqua.

L’elemento “acqua” corrisponde – sulla mappatura del nostro corpo – al ventre, alla pancia, all’emotività sotterranea, alle reazioni istintive, al sentire modulato dalle vibrazioni della materia. 

CARATTERISTICHE

  1. Virtù: versatilità
  2. Qualità: empatia
  3. Dono: l’intuito, il Terzo Occhio
  4. Propensione alla suscettibilità
  5. Punto vulnerabile: ipersensibilità  
  6. Il loro più grande enigma : il proprio Sé 

RICCHEZZA DI EMOZIONI.

I Pesci rivelano e narrano il proprio sentire attraverso una liquidità emotiva, espressione di una raffinata delicatezza e di una sensualità femminile. 

L’apparente solidità esteriore, da loro manifestata in ogni situazione, tutela una endemica morbidezza sentimentale. Sensibili oltre misura, possono crearsi un proprio mondo di illusioni, di sogni segreti, di chimere che impreziosiscono il loro vissuto emotivo.  

La dualità dei Pesci (altalenanti tra contegno ed eccesso, tra tenerezza ed asprezza) nutre la “terra di mezzo”, la loro no-man’s-land, un non-luogo nel quale la realtà si fonde con la fantasia, il visibile con l’invisibile, l’umano col divino.   

Capaci di sublimare i sentimenti, ricercano la fusione del corpo e dell’anima.

Particolarmente romantici, vivono gli affetti con intensa profondità e passione. 

« Le 26 février 1802, je suis né à la vie. Le 17 février 1833, je suis né au bonheur dans tes bras. La première date ce n’est que la vie ; la seconde, c’est l’amour. Aimer, c’est plus que vivre. »

(« Il 26 febbraio 1802, sono nato alla vita. Il 17 febbraio 1833, sono nato alla felicità tra le tue braccia. La prima data è solo la vita; la seconda, è l’amore. Amare è più che vivere.”)

Victor Hugo – Lettera di Victor Hugo à Juliette Drouet

IL MONDO INTERIORE.

Spesso travolti da una verbalità autoreferenziale dirompente, sanno addentrarsi nel proprio universo introspettivo, verso il quale avvertono un’attrazione ambivalente: sinonimo di dinamismo intellettuale, la ricerca interiore può sconfinare nell’iridescenza umorale, intaccare la stabilità emotiva, costringendoli a scontrarsi o a riconciliarsi con le creature abissali fantastiche o inaudite. 

Non di rado, la loro natura introspettiva li richiama verso un percorso spirituale: il porsi inarrestabili domande costellerà la loro esistenza; ogni risposta aprirà nuovi enigmatici quesiti. 

« Il y a souvent plus de choses naufragées au fond d’une âme qu’au fond de la mer. »

(“Spesso ci sono più cose naufragate in fondo ad un’anima che in fondo al mare.”)

Victor Hugo (nato il 26 febbraio 1802 – a Besançon, Francia)

L’ARTE.

Inclini all’arte, i Pesci, creativi sognatori, eccellono nella pittura, nella musica, ma in particolare nella scrittura, nell’ambiente del teatro ed in qualsiasi espressione artistica nella quale emerga la forza evocatrice della Parola. Ricchi di intuito e di intuizione, percepiscono l’essenza autentica delle persone e la veridicità delle cose.

I PESCI E GLI ALTRI.

Grazie al loro spirito di adattamento e alla loro carica empatica, i Pesci risultano essere piacevoli compagni di vita e amici affidabili; introversi e di buon carattere, sanno piacere. Idealisti ed onesti, si mettono al servizio degli altri, elargendo sostegno e dispensando consigli ragguardevoli, mai scontati. Sono compassionevoli e comprensivi. L’altruismo incondizionato e la mancanza di pregiudizi li rendono inevitabilmente amabili.

Tuttavia, la sociabilità dei Pesci oscilla tra elegante affabilità e fulminee reazioni ruvide, tra ricercati momenti di aggregazione e temporanee alienazioni dal mondo.

ESITAZIONI.

Per quanto appaiano serafici, la loro serenità interiore, come un miraggio nel deserto, si pone in un punto sempre oltre al loro passo. Meditano spesso malinconicamente sulla propria vita. 

Tendenzialmente calmi, riflessivi, vigili e controllati, si scoraggiano nel momento in cui il lato oscuro delle situazioni prende il sopravvento, spingendoli così a procrastinare, a scoprirsi titubanti, ad attardarsi nel paese-paludoso-del-pessimismo, fino a ricorrere alla fuga.   

VITA PROFESSIONALE.

Nel loro mestiere, dimostrano una brillante capacità inventiva ed un alto livello di tenacia; progrediscono grazie alla loro intelligenza emotiva e alla loro perspicacia. 

Talvolta, però, l’avanzamento professionale subisce dei rallentamenti, delle fasi di stasi e di rinvii, causati dal timore di non essere in grado di gestire i conflitti o di sostenere i confronti, le competizioni e lo stress: debolezze umane che cozzano con la limpidezza e l’integrità dei Pesci. 

FASCINO.

I Pesci godono di un sorriso ammaliante, di uno sguardo pulito ed aperto, di una forza di attrazione seducente, spontanea e priva di malizia. Il loro fascino persuasivo è insito nella loro natura, scorre nelle loro vene: è una quintessenza fisiologica.

Invito ai Pesci

Per connettervi con il vostro destino, 

riappacificatevi con la vostra timidezza 

e con le vostre apparenti fragilità. 

Abbiate fiducia nella vostra voce.

Osate! 

Il mondo ve ne sarà grato.

Dipinto: “La Balayeuse”, 1899, di Pierre-Auguste Renoir (nato il 25 febbraio 1841 – a Limoges, Francia)

Fonte: Wikimedia Commons
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