MUSICA UMORISTICA

a cura di Sebastiano Giovanetti (4AM, Liceo Linguistico Europeo Moderno) e di Nicole Pavanello (4CA, Liceo Linguistico Europeo Artistico-Letterario)

La musica è come un mondo: è bella perché è varia. Dalla classica al pop, dalla trap al thrash metal, la musica ha diversi modi per esprimersi, arrivando così a raggiungere tutte le persone e a soddisfare i gusti più comuni fino a quelli…anticonvenzionali.

Con questo articolo, si entrerà nelle viscere della musica, alla scoperta di un genere che non riscuote un gran seguito, ma che senza dubbio soddisfa pienamente una parte minore di pubblico: il rock demenziale. In mezzo a tanti generi che si prendono sul serio, il rock demenziale rende la musica divertente e leggera attraverso il testo caratterizzato da battute e citazioni popolari.

In Italia, sono due band che spiccano per popolarità e qualità e che meglio rappresentano questo genere: andiamo a conoscerle!

Elio e le Storie Tese 

La band, formatasi nel 1980 (e purtroppo scioltasi nel 2017), ha come leader il celeberrimo Stefano Belisari, conosciuto dal pubblico con il nome di Elio, cantante e comico italiano. Il gruppo musicale è riuscito ad avere una propria e distinta identità artistica soprattutto grazie ai testi delle canzoni, che sono strampalate ed assurde, come Il Vitello dai Piedi di Balsa (1992), oppure trattano importanti momenti di vita, come Il primo giorno di scuola (2016). Grazie alle loro capacità indiscusse con gli strumenti, i componenti della band si sono potuti permette di ideare testi giocosi; Luigi il pugilista (2013) ne è l’emblema: la canzone racconta della “carriera atipica” di Luigi, un pugile diverso, inusuale che, tuttavia, esce sempre vittorioso dagli incontri. Come mai? Semplice, Luigi porta gli occhiali, quindi gli avversari sono costretti a non alzare nemmeno un dito dato che “non si picchiano quelli con gli occhiali”. Tuttavia, alla fine cerca di “sembrare aitante” per attrarre la donna che regge in mano il cartello col numero dei round tra le diverse riprese e si toglie gli occhiali, perdendo. Il brano è colmo di ripetizioni sarcastiche – ad esempio un verso recita: “col fatto che da piccolo ero piccolo”- contando anche errori grammaticali, inseriti volutamente per ottenere un effetto buffo – come in “Lo so che l’altro a me mi sottovaluta”.

La fine della canzone riserva un colpo di scena, che non svelerò e che invito ad ascoltare!

Nanowar of Steel

Non fatevi ingannare dall’apparenza, questa è una band totalmente italiana che fa risalire le sue origini al 2003 ed è tuttora in attività. A differenza del precedente gruppo musicale, i Nanowar of Steel mostrano fortissime influenze del rock metal, con chitarre elettriche decise e una batteria potente. Non a caso, uno degli ultimi singoli presenta sulla cover la scritta “Italian folk metal”, un sottogenere che si addice loro.

Cosa li rende meritevoli di rientrare nel genere del rock demenziale? Ovviamente, i testi che trattano di argomenti disparati: da personaggi conosciuti rivisitati in chiave ironica come La Maledizione di Capitan Findus (2021) a semplici pietanze come Ode Al Cetriolo, Ortaggio Prestigioso (2020) e V per Viennetta (2020).

La canzone che racchiude tutti gli aspetti che rendono i Nanowar of Steel unici e irripetibili è 400 calci del 2016. Battute, giochi di parole e, soprattutto, clichés ne sono i protagonisti. Infatti, l’intera canzone è una presa in giro a tutti i più famosi film d’azione e polizieschi. Un esempio è la vista e rivista morte del poliziotto vicino al pensionamento che loro riprendono con il verso: “Nella ronda mattutina a tre di’ dalla pensione il tuo collega morirà” oppure la diretta citazione alla saga Rocky con il celebre urlo dell’attore Sylvester Stallone: “Adrianaaaaa”. Come anticipato, anche i giochi di parole costituiscono una parte del brano. Spesso, la band decide di costruirli attraverso assonanze davvero azzeccate. Nel brano, un esempio incredibile è il verso in cui loro al posto di dire: “Non lo faccio per vantarmi” dicono “Non lo faccio per Van Damme”, prendendo in prestito il cognome del famoso attore.

Nonostante la leggerezza che questo genere ci regala, personalmente crediamo che tra le battute e le ironie, ci sia nascosto un messaggio molto più importante: i testi leggeri e apparentemente superficiali, in realtà, ci invitano a non prenderci sempre sul serio, ma anche a scherzare, a ridere e a non restare sempre seri, insomma, a sorridere.

Qui di seguito, alcuni suggerimenti d’ascolto per ambo le band:

– Elio e le Storie Tese:

  • Cara, ti amo;
  • Fossi figo;
  • Servi della gleba;
  • Parco Sempione;
  • La terra dei cachi

– Nanowar of Steel:

  • Pollocausto;
  • Giorgio Mastrota;
  • Bestie di seitan;
  • Feudalesimo e Libertà;
  • Declination (sì, esattamente, le declinazioni di latino!).
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