Quando l’arte è raccontata in versi

a cura di Sebastiano Giovanetti – 4AM, Liceo Linguistico Europeo, indirizzo Moderno

L’arte, si sa, è pregna di poesia e significato e, quando ci è stato proposto un progetto di Storia dell’Arte riguardante i Musei del mondo e le opere in essi contenute, non ho saputo resistere alla possibilità di conciliare le già incredibili opere a dei versi di mio pugno (…anche per strappare qualche voto in più alla professoressa).

Dunque, ecco le migliori poesie che ne sono scaturite.


“Puppy”, Jeff Koons

Questa statua, se così si può definire, è composta interamente da fiori, supportati da un resistente scheletro d’acciaio. Quest’opera ha viaggiato in tutto il mondo prima di stabilirsi nel nord della Spagna e, proprio a Bilbao, ha rischiato di essere distrutta da un attentato terroristico da parte dell’Euskadi Ta Askatasuna.

ZaratemanBilbao – Guggenheim, ‘Puppy’ (Jeff Koons) 6CC0 1.0


Imponenza canina che di metri raggiunge i tredici,
sembra troppo per un cagnolone, ma credici.
A vegliare sul museo sta con lontano sguardo,
è un cucciolo di white terrier, non di San Bernardo.
Davanti al Guggenheim si staglia fiero e colorato,
60.000 sono i fiori che lo rendono ammirato.
Cotanta grandezza, chissà che roco abbaio!
D’altronde, la struttura è di inossidabil acciaio.
Il gargantuesco ha viaggiato parecchio in tondo,
Sydney, Arolsen, New York, ha visto mezzo mondo.
A rischio la sua permanenza purtroppo è stata,
un terroristico attacco l’ha quasi urtata.
Ciononostante, nella contrapposizione del museo grigio,
Resta, resterà sempre di Bilbao il canin prodigio.


“Maman”, Louise Bourgeois

L’imponente statua del ragno appena fuori il Guggenheim Museum di Bilbao si chiama “Maman” (dal francese, mamma).
L’artista, Louise Bourgeois, volle con questa statua rendere omaggio alla madre che, come un ragno, è stata affettuosa verso i figli e ha saputo proteggerli.

Fonte: Didier DescouensMaman de Louise Bourgeois – BilbaoCC BY-SA 4.0

Il secondo protettore di certo più paura incute
Sento brividi e tremolii passarmi attraverso la cute.
Tuttavia, timore non se ne deve sentire, affatto!
L’artista ha un motivo bello, di maternal affetto.
A madre dedicata, abile d’emozioni tessitrice
Com’è normal, essendone d’autrice la matrice.
Omaggio di figlia, niente di più ammirevole
Di impegno e genio, madre meritevole.
Amore sproporzionato e proporzionato,
10 per 10 sono i metri dell’aracnide creato.
Pronto a difendere, come fa una madre, la figlia,
bronzo, marmo e acciaio, pronti! Senza batter ciglia!
Scelta e realizzazione impeccabili, Bourgeois!
Quasi da stappare per lei di vino una Jéroboam!


“The Renowned Order of the Night”, Anselm Kiefer

Il pittore tedesco, diventato famoso nel il secondo dopo guerra, ha come temi preferiti la guerra e il cielo stellato. In questo quadro, si auto-dipinge mentre giace senza vita guardando il cielo pieno di stelle. Attraverso quest’opera ci dice cosa pensa a proposito delle stelle, delle costellazioni e delle galassie.

Fonte: AlbertRADie berühmten Orden der Nacht, 1997CC BY-SA 4.0

La bellezza è insita nel mare, negli animali e nel blu,
ma di un cielo stellato, niente vi è, nulla più.
Il contrasto s’apprezza ed è di potenza inaudita,
l’autore è lì, sdraiato e non muove nemmeno le dita.
Il pittore di germaniche lande è per davvero cadaverico
È la guerra, tema ricorrente, come il cielo troposferico.
Lui, che nacque sul finir della nera pagina di storia umana,
racconta di guerra di semenza germana.
Lui, che parla di mistero, origine, addirittura destino
Ci dice che il cielo è conoscenza, proviene dall’antico.
Lui, che di platino puntini riempie il quadro
Piace pensare che sia misterioso regno, senza riquadro.
La famosa, la celebre, di Stendhal la sindrome
Colpisce tutti, anche lo scrivente, è certo, eccome.

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