♫ -1991: trent’anni dalla consacrazione del rock dei Nineties

Un’anticipazione dell’articolo, a cura di Chiara Scalco
Copertine di album anni ’90. Fonte: /rocknmovie.altervista.org

di Sebastiano Giovanetti, 3AM, linguistico

“… a denial, a denial, a denial, a denial, a denial, a denial, a denial, a denial” così finisce la canzone simbolo dei Nirvana contenuto nell’album del 1991 Nevermind. Se vi capitasse di sentirla, direste “Ah sì, la conoscevo già”, infatti è una delle tipiche canzoni famosissime di cui però nessuno conosce il nome come “Seven Nation Army” dei The White Stripes (2003) oppure “Song 2” dei Blur (1997). Grunge, punk, hard, alternative e chi più ne ha più ne metta, gli anni Novanta sono la culla del rock per eccellenza, la fonte di tutte le band più conosciute mondialmente. Tutti quanti, quando pensano agli anni ’90, pensano ad un rock qualsiasi come può essere quello interpretato dai Metallica o dagli AC/DC

Invece gli anni Novanta sono diversi e si staccano sempre più dai rock anni ’80 e fine ‘70, come qualsiasi genere dal precedente.

Infatti, dando un’occhiata ai testi, si capisce subito come in precedenza si trattassero argomenti come l’Inferno o esperienze sinistre (Master of Puppets – Metallica, 1986), oppure ancora i divertimenti superficiali come l’amore fisico e il gioco d’azzardo, ma anche i pericoli della vita (Welcome To The Jungle – Guns ‘n’ roses, 1987). Dall’altra parte, abbiamo dei testi che puntano ad attaccare il sistema e i potenti (Take The Power Back – Rage Against The Machine, 1991), o addirittura testi senza alcun senso logico: per esempio Kurt Cobain (frontman dei Nirvana) per scrivere i testi, componeva poesie e le ritagliava, facendo così le strofe, a patto che il ritmo e la metrica fossero coerenti. Tuttavia, lo stesso Cobain voleva e faceva passare dei messaggi contro l’odio, il razzismo e il sessismo, per esempio la canzone Rape me (1993) è dedicata a tutte le vittime di abusi e stupri. Inoltre, anche gli spartiti cambiarono radicalmente: negli anni Ottanta i chitarristi e bassisti si lasciavano andare ad assoli, dimostrando tutto il loro estro e i loro virtuosismi (Cherry Bomb – The Runaways, 1976, assolo dal minuto 0:58 fino al minuto 1:11). 

Per quanto riguarda il rock dei così detti nineties, gli spartiti e le note sono destinati a ripetersi in uno schema per tutta la durata della canzone e nelle parti strumentali non si sente che questo schema melodico (nel pezzo Stay Away – Nirvana, dal minuto 1:13 a 1:24 non vi è altro che la ripetizione dello stesso identico schema). 

Anche ai giorni nostri il rock sta riconquistando un posto d’onore: già in Inghilterra si sta avendo un ritorno di chitarre, bassi e batterie, e l’Italia non è da meno. È appena finito il talent show X Factor e al secondo posto è arrivata una band che non stonerebbe nel rock ’90, ovvero i Little Pieces of Marmelade. Nonostante il loro non sia un genere molto popolare ai giorni nostri, essi sono riusciti ad imporsi sbaragliando 10 dei 12 concorrenti, sfiorando la vittoria a modo loro, come quando nell’atto finale il chitarrista del duo ha spaccato la chitarra. Le loro migliori interpretazioni sono quelle con le canzoni: Sabotage – Beastie Boys (1994) e Gimme all your love – Alabama Shakes (2015). Inoltre, loro hanno sperimentato i loro inediti anche sul palco e, secondo il sottoscritto, quello che merita maggior attenzione è Digital Cramps, al livello delle 10 migliori canzoni del decennio 1989-1999. 

Little Pieces of Marmalade. Fonte: sky.it

Tuttavia, nonostante differenze enormi tra questi due decenni nell’ambito del rock, sia il rock classico sia il rock dei Nineties sono generi eccellenti, meritevoli di encomio per coloro che riescono ad apprezzare quelle note a volte storpiate e quelle quinte diminuite che tanto sembrano stonare. 

Quindi che dire se non “LUNGA VITA AL ROCK”


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2 thoughts on “♫ -1991: trent’anni dalla consacrazione del rock dei Nineties

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    1. Cara Alessia, spero tu abbia trascorso bene le vacanze natalizie! I nostri giornalisti sono tutti appassionati e, chi lo sa, potrebbe darsi che ci troviamo di fronte al prossimo critico musicale di punta del futuro!

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