La nostra città tra miti e leggende!

A cura di Giada Gentile ed Elisa Giraldo (3 BG, Linguistico Giuridico-economico)

Treviso Cathedral, CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, via Wikimedia Commons

Cari lettrici e lettori, vi siete mai chiesti come sia nata la nostra città?


Secondo alcune leggende, Treviso avrebbe origini antichissime, tanto da perdersi nelle nebbie del mito e delle leggende popolari.

L’ipotesi più accreditata afferma che Treviso sarebbe stata fondata dai Tauri, un’antica popolazione celtica
proveniente dalla Gallia che attorno al 350 a.C sarebbe migrata nelle zone alpine dell’Italia settentrionale.

Questo popolo era particolarmente devoto al dio Api, una divinità egizia dalle sembianze di un toro.

Si racconta che i Veneti che abitavano la zona di Treviso fossero stati coinvolti in una terribile lotta contro i Giganti e, decisi a cacciarli, avessero chiesero aiuto proprio al dio Api. Questa divinità decise di rivolgersi alla popolazione dei Taurisci, affinché aiutassero i Veneti a sconfiggere i Giganti. In ricordo di questa straordinaria battaglia, decisero di chiamare questo territorio Taurisium, la “città del toro”.

Questa storia è forse la nostra preferita, in quanto la lotta contro mitiche creature e l’aiuto da parte di una divinità fanno pensare ad un passato che scatena l’immaginazione.


Vi è poi un altro mito che parla della nascita della nostra città e fa riferimento alla Bibbia: si narra che Treviso sia stata fondata da Osiride, il successore di Noè dopo il diluvio. Egli aveva regnato circa dieci anni sul territorio italico dell’area di Venezia e, alla sua morte, venne adorato nelle sembianze di un toro, tanto che gli venne dedicata una statua che rappresentava l’animale e fu portata a Treviso.

Questo fece sì che il luogo prendesse il nome di Taurisium.


L’ultimo mito è forse il più articolato e fa riferimento ad un personaggio che proviene dell’Eneide di Virgilio. Il progenitore dei Troiani, Dardano, giunse nell’area veneta e fondò la città di Eugenia. Per difendere la città, Dardano decise di costruire quattro roccaforti intorno ad essa: una di queste si chiamava Tusino ed era governata da Montorio, appartenente alla casata dei Collalto. Come simbolo della città, di fronte alla porta principale, venne posizionata la statua di una fanciulla con tre teste, ciascuna con tre volti.

Così si iniziò a chiamare la nostra città Tre-visi.

La storia non finisce qui! Ai Collalto è associato infatti un altro mito: questa famiglia era proprietaria del feudo trevigiano dal 1300 e nell’area di Susegana costruì un grande castello, purtroppo non conservatosi integro, ma tutt’oggi visitabile nelle parti pervenuteci.

Il conte Tolberto di Collalto sposò Chiara, una nobildonna appartenente alla famiglia dei Caminesi di Ceneda: si trattava di un matrimonio per risolvere i conflitti tra le due famiglie.

Si dice che la donna non fosse bellissima e che fosse anche molto gelosa del marito.

Chiara aveva un’affascinante e dolcissima ancella, Bianca; Tolberto, incantato da questa figura angelicata, se ne innamorò perdutamente. Purtroppo, il conte dovette partire per una guerra e andò a salutare l’amata Bianca. La moglie scoprì la loro relazione segreta e, dopo la partenza del marito, rinchiuse Bianca in una torre del castello, facendola morire; nel frattempo, Tolberto non fece più ritorno dal campo di battaglia.

Secondo la leggenda, chi si reca nelle rovine del castello può ancora vedere il fantasma di Bianca, che ribadisce l’importanza di un amore immortale e augura alle coppie di viverne uno simile.

Il nostro territorio è ricco di queste favole che purtroppo sono poco conosciute ma che lo rendono un posto misterioso e allo stesso tempo incantato.

…E voi, quale altra storia conoscete sulla nostra città?

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