🕎Festeggiamo il Capodanno degli alberi ospiti nella comunità di Venezia

a cura di Elisa Giraldo (4 BG, Linguistico Giuridico-economico)

 

Cari lettori e lettrici, 

dopo questa breve pausa invernale riprendiamo il nostro viaggio gastronomico alla scoperta della tradizione culinaria ebraica parlando di una particolare e “healty” ricorrenza del calendario ebraico chiamata Rosh Hashana Lailanot, il capodanno degli alberi.

Fin dall’antichità, tutti i cittadini della società ebraica erano tenuti a contribuire al benessere della collettività versando periodicamente delle tasse sulla base della loro produzione agricola, seguendo una serie di regole. Il calendario agricolo era diviso in cicli di sette anni, e in ogni anno bisognava prelevare una “decima” sul prodotto agricolo, con la certezza che la “prima decima” spettava ai Leviti, (coloro che si dedicavano alla gestione del Tabernacolo), un’altra doveva essere portata a Gerusalemme, un’altra ancora donata ai poveri e via dicendo, sulla base dell’anno della produzione e dell’anzianità degli alberi. 

Il problema si poneva nel momento in cui era necessario capire a che anno del calendario agricolo ogni frutto appartenesse per procedere con il pagamento delle tasse…

E ancora, siccome la Torà proibisce di mangiare i frutti prodotti nei primi tre anni di vita di un albero, come si poteva calcola l’età di quest’ultimo e di un frutto? Perciò era necessario stabilire una data di inizio del ciclo agricolo.

Come capodanno per la frutta prodotta dall’albero venne deciso di considerare il momento d’inizio della formazione di gemme, dopo la pausa invernale, e la data corrisponde al 15 del mese di Shevat, il mese delle buone notizie, nel giorno di Rosh Hashana Lailanot, detto anche Tu-bishvat. Ogni frutto che è nato prima del capodanno, appartiene all’anno precedente, se è nato dopo allora è dell’anno in corso. 

Tu-Bishvat è una festa minore, infatti è permesso svolgere attività lavorative, ma è preferibile che sia una giornata di gioia, celebrazione e felicità, in cui si dia importanza alla natura e ai prodotti che la terra ci offre.

Gli ebrei, come abbiamo potuto scoprire, amano stare in compagnia condividendo del buon cibo, cosa che avviene anche in questo caso.

Parlando proprio di questo, ci tengo a condividere con voi un’antica tradizione della comunità ebraica di Venezia, la quale organizza ogni anno un Seder ( “ordine”, insieme delle parti che compongono un rito) di Tu- Bishvat, un momento di incontro in cui si assaporano i principali frutti della terra.

È una serata fatta di lezioni, cibo, giochi e musica. I

l menù di questa cena si tramanda da generazioni, viene preparato dalle sapienti mani di signore della comunità che fin dalla loro gioventù, insieme alle loro mamme, si sono sempre occupate della realizzazione di questo evento che permette all’uomo di sentirsi parte integrante della natura e della comunità.

Quest’anno Tu-bisvat è stato il 5 febbraio e per voi ho partecipato a questa cena, con l’intenzione di proporvi un racconto accurato di questa serata, tanto gustosa quanto divertente. Nel centro comunitario vengono imbandite lunghe tavolate abbellite da svariate tipologie di fiori profumati che creano già un’atmosfera di festa!

Il Seder inizia con una sorta di “aperitivo”: dopo l’apposita benedizione, viene gustata una sequenza di prodotti della terra, come: olive, datteri, fichi, melograno, cedro, mela, noci, mandorle, carrube, pere, mele, noccioline e molti altri, che nascondono ciascuno un significato diverso.



Il piatto forte è secondo me il primo, un piatto delizioso tipico del Ghetto di Venezia chiamato Frisensal: tagliatelle passate in forno condite con salsiccia, uvetta e pinoli. Il sapore è a dir poco sublime!

La cena continua con una caponata di verdure accompagnate da petto di pollo impannato, chiamato schnitzel, patatine fritte ed uno strepitoso brasato. 

Per concludere questo pasto succulento, ovviamente non può mancare un dolcetto, ma visto che gli ebrei devono seguire un serie di regole quando mangiano carne, in questo caso è stato proposto un pasticcino fatto di cornflakes e cioccolato a cui è impossibile resistere!


La serata però non è ancora giunta al termine, perché la parte più divertente arriva ora: una lotteria benefica, il cui ricavato verrà utilizzato per piantare nuovi alberi!

Purtroppo quest’anno non ho vinto niente, ma ho potuto trascorrere una serata in compagnia, gustando buon cibo, celebrando e ringraziando la natura per tutto quello che ci dona. 

Cosa ne pensate di questa giornata?

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