Giorgio Parisi, premio Nobel per la fisica: un’intervista al prof.Cianci

a cura di Nicolas Modena, 4BA – Liceo Scientifico Scienze Applicate

Il 22 ottobre, a Trieste, è stato organizzato un evento al quale sono stati invitati tre vincitori del premio Nobel, tra cui l’italiano Giorgio Parisi. Questo fisico e accademico italiano è stato premiato per i suoi studi relativi ai sistemi complessi, e per la scoperta dell’interazione fra disordine e fluttuazioni nei sistemi fisici dalla scala atomica a quella planetaria.

E’ stata data la possibilità a uno dei nostri professori di fisica e matematica, Francesco Cianci, di partecipare a questo evento.

Abbiamo deciso quindi di intervistarlo e di porgli qualche domanda in merito a questo incontro.

Buongiorno prof.! Cosa le è rimasto più impresso di questa esperienza?

-Sono rimasto profondamente colpito dall’entusiastica reazione della platea quando il prof. Parisi è entrato in aula: tutti ci siamo alzati in piedi e abbiamo applaudito per almeno un paio di minuti; si toccava davvero con mano la celebrazione ed il profondo senso di rispetto verso un uomo che è riuscito ad entrare nella storia dell’umanità.

La sala era piena di ricercatori che hanno passato la vita a studiare, cercando di aggiungere un nuovo tassello al panorama della conoscenza: da tutti loro proveniva una standing ovation sincera che non avevo mai visto prima.

-Perché lei crede che sia importante riconoscere in modo particolare questi meriti?

-Perché è un merito reale. Non è frutto di fama, denaro o fortuna, ma di decenni di lavoro, dedizione e passione incondizionata di un uomo, spinto solo dalla curiosità di capire come funziona il mondo e senza pretese di un riconoscimento diretto o di applicazioni pratiche a breve termine.

-In che maniera aver partecipato a questo evento ha influito sulla sua carriera lavorativa?

-Indirettamente mi ha dato degli spunti da portare in aula e conferme relativamente all’importanza delle materie scientifiche nelle scuole. Per quanto riguarda l’attività di ricerca, l’ho di fatto abbandonata; mi ha fatto comunque un immenso piacere rivedere colleghi, italiani e stranieri, che non incontravo da tempo e respirare ancora una volta la bellezza del mondo accademico.

-Crede che sarebbe utile promuovere questi eventi anche tra i giovani?

-Parisi si è dimostrato una persona estremamente semplice, gentile e spiritosa; non ha di certo messo in campo abilità oratorie, parlava un inglese sostanzialmente di scarso livello, facendo battute e mettendo a nudo anche le sue fragilità. Nonostante il suo essere così umano, la passione e la dedizione l’hanno comunque portato a vincere un premio Nobel…

Forse la grandezza non è una caratteristica che solo pochi possiedono, ma qualcosa che potenzialmente esiste in ciascuno di noi. Penso sia un messaggio importante, sopratutto per i giovani.

-In questo momento storico in cui ci troviamo, sarebbe utile secondo lei investire più fondi nella ricerca scientifica per favorire nuove scoperte?

-Assolutamente sì. Il contesto pandemico e le tematiche climatiche lo dimostrano: le chiacchiere non funzionano e solo la conoscenza e le competenze possono portare alla risoluzione dei problemi: è la ricerca scientifica il vero motore per il progresso dell’umanità.

Le scoperte a breve termine non sono però il primario obiettivo; infatti, il prof. Parisi ha iniziato il colloquio citando una frase del fisico statunitense Richard Phillips Feynman: ‘Physics is like sex: sure, it may give some practical results, but that’s not why we do it.

-Grazie professore!

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