a cura di Laura Conte, 3BG – Liceo Linguistico Europeo, indirizzo Giuridico-Economico
L’accensione della fiamma olimpica è un momento speciale che unisce tutto il mondo. Ma perchè proprio una fiamma? Da dove nasce questa tradizione?
Tutto ha origine in Grecia, dove si svolgevano i primi Giochi olimpici. Durante le gare, venivano accesi dei fuochi nei templi degli dei, in particolare quelli dedicati a Zeus. Per i Greci il fuoco era un elemento sacro, in quanto rappresentava la vita, la purezza e la presenza divina. Infatti, secondo la mitologia, era stato Prometeo a rubarlo agli dei per donarlo agli uomini, permettendo così lo sviluppo della civiltà.
La tradizione dell’accensione della fiamma olimpica venne introdotta nel 1928, durante le Olimpiadi di Amsterdam. La decisione fu presa per ristabilire un legame simbolico con l’antica Grecia e per promuovere un messaggio di pace e amicizia tra le nazioni partecipanti.
Qualche anno dopo, nel 1936, fu organizzata per la prima volta la staffetta della fiaccola. La fiamma viene accesa a Olimpia, davanti alle rovine del tempio di Era (moglie di Zeus), utilizzando uno specchio parabolico e i raggi del sole per mantenere la purezza. Successivamente viene trasportata fino alla città che ospita i Giochi, passando di mano in mano tra atleti e cittadini.
Oggi la fiamma olimpica simboleggia molto di più di una semplice tradizione antica. Rappresenta la pace, l’unione tra i popoli, la solidarietà, ma soprattutto l’amicizia e il rispetto reciproco.
Durante le Olimpiadi, atleti provenienti da tutto il mondo si incontrano e competono seguendo le stesse regole, dimostrando che lo sport può superare confini, differenze culturali e tensioni politiche.
La fiamma rimane accesa per tutta la durata dei Giochi e si spegne solo alla cerimonia di chiusura, come segno della conclusione dell’evento. Ma il suo significato resta vivo nel ricordo e nei valori che le Olimpiadi trasmettono.


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