Cari lettori,
curiosi di conoscere la risoluzione dei giochi del primo numero dell’edizione 2026/’27?
Ecco qui:

Invece la risoluzione del caso impossibile è la seguente:
Tommaso mente.
Il suo alibi sembra credibile proprio perché cita il blackout, un fatto realmente avvenuto.
Ma commette un errore.
Dice che, appena tornata la corrente, ha guardato l’orologio digitale della palestra e ha letto 18.15.
È impossibile.
L’orologio è alimentato dalla rete elettrica e il blackout delle 18.14 lo ha azzerato. Quando la corrente è tornata alle 18.15, avrebbe dovuto mostrare 00:00 lampeggiante, non l’ora corretta.
Tommaso conosce l’orario del blackout, ma ha inventato il dettaglio dell’orologio per rendere più convincente il proprio racconto.
Questo secondo me è il meccanismo giusto per la rubrica: il colpevole non dice qualcosa di palesemente assurdo; inserisce anzi nella propria testimonianza un dettaglio molto preciso proprio per sembrare credibile. Ed è quel dettaglio di troppo a tradirlo.
Volendo renderlo ancora più sottile, nella pagina del giornalino non metterei in grassetto “orologio digitale”, “18.15” e “si azzerano”: graficamente devono avere tutti lo stesso peso, altrimenti suggeriamo troppo la soluzione.


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